Pinon

Domaine François Pinon

AOC Vouvray

Vernou sur Brenne / Vallée de la Cousse

 

Vini: Vouvray Brut Non-Dosé

 

Con l’aereo atterro a Nantes, due ore e mezza di macchina, si esce a Tours. Cerco le vigne con lo sguardo, inutilmente... Dopo Pochi chilometri arrivo vicino alla città di Vouvray, vedo la Loira - finalmente ci siamo - dico tra me e me, ma di vigne ancora nessuna traccia.
Noto che sulla sponda a nord della Loira la roccia a strapiombo si mostra con il suo tipico colore calcareo bianco, sul quale di rimpetto, vengono costruite le case. Finalmente, al di la del dente bianco roccioso intravedo i primi vigneti.
La zona vitivinicola in effetti si sviluppa su di un altipiano tra gli 80 ed i 100 metri di altitudine il quale è stato eroso nel tempo da una serie di torrenti che confluiscono nella Brenne, arteria idrica dell’appellazione ed affluente della Loira.
François è un vigneron de la Vallée de la Cousse, la valle più antica dell’appellazione dove i suoli più erosi hanno dato vita ad una varietà di componenti nel terreno pazzesche, stiamo parlando di un insieme variabile tra argille, calcari e rocce di silice. François è un uomo di lunga esperienza, dopo quasi trent’anni di vendemmie personali ed una vita in vigna con suo padre, è veramente un’enciclopedia storica della zona di Vouvray.
Abbiamo parlato moltissimo ed ha avuto una grande pazienza a spiegare tutte le più piccole variazioni di zona e successivamente il grande impatto che il clima ha sulla produzione di vino. Si perché in fondo a Vouvray il vitigno è uno solo, lo “chenin blanc”, ma la varietà di espressioni e di vini è immensa.
A Vouvray ogni anno si possono produrre vini che vanno dagli spumanti ai dolci, a seconda delle condizioni climatiche dell’annata, il valore aggiunto di un bravo produttore è quello di interpretare l’annata ed accompagnare il vino nella direzione più consona. François produce dunque vini partendo dagli spumanti fino ai vini dolci, le sue interpretazioni sono di estrema finezza e puntate a valorizzare il proprio terroir.
Ritengo che il massimo per Vouvray siano i vini demi-sec, le alte acidità unite ai 10-15 grammi residui di zucchero creano un bellissimo gioco di assoluta finezza. Il metodo classico di François prende vita proprio da una base demi-sec alla quale aggiunge solo lieviti e non zucchero per la seconda rifermentazione in bottiglia.
Il lungo affinamento sui lieviti e la bassa pressione creano un metodo classico complesso, fine e dalla peculiare espressione minerale espressione della silex presente nei suoli.
La visita su Vouvray è stata davvero affascinante e ci ha fatto aprire gli occhi su una delle Denominazioni più complesse della Loira.

 

 

Vino: Vouvray Brut non Dosé

Vitigno: Chenin Blanc 100%

Suolo: Argillosi – calcarei con venature silicee

Vinificazione: Vinificazione in acciaio per una parte, in barriques e tonneaux per l’altra senza arrivare a vino secco. Seconda rifermentazione in bottiglia con gli zuccheri residui del vino e lieviti per la presa di spuma. Sosta sui lieviti di almeno 16-18 mesi. Dopo la sboccatura viene ricolmato solo con vino.

Lieviti: autoctoni, selezionati (presa di spuma).

Parola chiave: VOUVRAY’S SOUL

 

 

 

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