Lista Produttori

FRANCIA

CHAMPAGNE

FRANCIS BOULARD & FILLE

Cauroy les Harmonville – Mass. St. Thierry, Marne, Mont. Reims – Champagne

Francis Boulard è vigneron in champagne dal 1964, quando decide di lavorare con suo padre Raymond, nell’azienda famigliare che all’epoca contava 3ha vitati.

Negli anni insieme al fratello e alla sorella arrivano a occuparsi fino a 10 ha di vigneti divisi tra il Massif de Saint Thierry, la Vallée de la Marne e La Montagne de Reims (Grand Cru Mally).

Francis decide di dedicarsi ad una viticoltura che fosse priva di prodotti di chimica di sintesi alla fine degli anni ’90, quando si rende conto da studi effettuati che i prodotti utilizzati per contenere le malattie funginee in vigna penetravano all’interno della pianta fino a rimanerne tracce nel vino.
E’ così che inizia a dedicarsi ad una viticoltura biologica, prendendo spunto anche dall’agricoltura biodinamica, ritrovandosi a gestire i vigneti come faceva il nonno tempo addietro.

Parte da 0,6 ha nel 1996 fino a quando nel 2004 sarebbe stato convinto a convertire tutta l’azienda famigliare. Il fratello e la sorella però non erano d’accordo, avrebbe comportato troppo lavoro manuale, così decisero poi di dividersi in parte uguale i vigneti, a Francis rimasero 3ha. Nel 2009, insieme alla figlia Delphine, fondano l’azienda Champagne Francis Boulard, creando un progetto personale, nuovo senza l’influenza della sua famiglia. Francis oggi prosegue con l’idea che lo ha portato fino a qui, viticoltura naturale, vinificazione spontanea, senza additivi e senza filtrature, pochissima solforosa in vinificazione. SO2 totale 25-30mg/l. Libera 0mg/l. Tutti i vini di Boulard Fermentano in barrique, tonneaux e botte grande, dove svolgono la malo lattica.

I suoi Champagne sono oggi tra le più grandi espressioni della regione per mano di un RM.

Dal 1 gennaio 2018 il testimone è ufficialmente passato alla figlia Delphine che lavorava con il padre dal 2003. Francis si gode la sua meritata pensione in Normandia per coltivare la seconda sua più grande passione, la pesca. Ogni tanto fa lezione di chitarra elettrica, solo pezzi da vero rockettaro.

JEAUNAUX - ROBIN

Talus Saint Prix – Vallée du Petit Morin – Champagne

La Maison du Champagne Jeaunaux-Robin fu fondata nel 1971, dopo aver interrotto il conferimento alle grandi Maison della zona. Cyril Jeaunaux rileva l’azienda nel 2000, succedendo ai propri genitori. Da allora gestisce l’azienda con l’aiuto della moglie Clemence.

Cyril da subito cercava una via per esprimere meglio i propri vigneti e così dal 2005 l’azienda inizia ad avere un approccio biologico e sostenibile, arrivando ad utilizzare alcuni preparati biodinamici in modo da donare un maggior equilibrio ai propri vigneti, oggi l’azienda è totalmente in biologico.

Cyril riconosce nella propria zona uno spiccato carattere minerale dato dalla silice presente nei suoli che firma i vini della Valle del Petit Morin. Ma non mancano le vene calcaree sui fianchi esposti della collina dietro casa dove approfitta per piantare il principe del calcare, lo Chardonnay.
In cantina lavora con acciaio e barrique usate. Cerca di mantenere un’acidità fresca e vibrante nei propri vini cercando di evitare la malo lattica su uve belle mature. Cyril quando guarda la propria terra sogna d’essere un compositore che va creando sinfonie con quello che si trova di fronte. Ed è proprio per questo che crediamo fortemente che Cyril, con la sua espressione serena e sognante, sia un grande interprete di terroir.

Negli anni si sta rivelando sempre più preciso ed espressivo nelle proprie idee ed oggi la cerchia di appassionati lo acclama.

JURA

CHAMP DIVIN

Gevingey – Cotes du Jura - Jura

Una storia tutta naturale… si perché Valerie e Fabrice, fin dal primo momento che li si incontra si resta assolutamente con una sensazione di pace e tranquillità, sintomo di persone che sembra abbiano trovato un equilibrio con se stessi e nella dimensione in cui vivono.

Non nascondono che fin da piccoli, spesso, giravano in bicicletta nei boschi per osservare la natura, grazie anche ai genitori apicoltori. Questa loro curiosità li ha accompagnati tutta la vita, tra esperienze in Africa e poi in Loira.

Fino a quando nel 2008 non decidono di rilevare un’azienda in Jura a Gevingey ed immediatamente iniziare una conversione alla viticoltura biodinamica.

Il vigneto attornia la cantina, coltivano principalmente chardonnay ed una parte di savagnin. Il loro cremant nasce da una vendemmia anticipata di tutto il vigneto, prendendo uva da vigne vecchie e giovani allo stesso tempo, questo è la specialità per il quale il loro cremant è così ricco e i loro vini di ispirazione borgognona così profondi.

DOMAINE BURONFOSSE

Rotalier – Cotes du Jura - Jura

“La Peggy” arriva pimpante dalle vigne ancora con gli stivali inforcati, la giacca posata sulla spalla destra.

Mento alto e fiero, le braccia si alternano con la camminata quasi fosse una marcia. Si Peggy è una contadina dal carattere dominante fiera della sua terra, al suo Fianco Jean Pascal, marito e compagno di vita dai 20 anni. Possiedono 4,6 ha vitati a Rotalier ed una storia tutta da raccontare.

Peggy dopo aver lavorato a Rotalier con Jean François Ganevat e la famiglia Labet, riesce a trovare meno di un ettaro di vigneto proprio nel 2000 da cui poter cominciare il proprio progetto. Dall’epoca non si sono fermati un secondo per realizzare il loro sogno, vivere nella natura: api, cavalli, vigne, orto.

Hanno sempre cercato vigne vecchie in massale per mantenere la biodiversità. Oggi producono una bella varietà di vini bianchi e rossi, dai più classici sino ad assemblaggi di autoctoni dal carattere unico, come il Se kwa sa?! (Che cosa è?!).
La partenza pero rimane un’agricoltura biologica vera, una profonda conoscenza dei suoli ed una voglia di preservare il patrimonio ampelografico locale dei vecchi vitigni a costo di declassare i vini dalla denominazione.

I vini di Peggy vengono da una grande zona della regione ma quello che stupisce è la sua voglia di migliorarsi sempre, di capirsi e capire la propria terra.

DOMAINE DES BODINES

Arbois – Arbois e Cotes du Jura – Jura

Alexis et Emilie sono una coppia originaria del dipartimento di Doubs a nord dello Jura.
Spinto per una passione per il vino Alexis decide di lanciarsi, poco più che ventenne, per due stagioni presso Domaine de la Tournelle dove insieme a Pascal Clairet inizia a scoprire l’approccio della viticoltura biologica e le vinificazioni senza solfiti.

Alexis, dopo questa esperienza,  decide che quella era la sua strada, chiama all’appello la sua compagna in Jura (che lavora come educatrice di bambini) e si iscrive ad un corso di viticoltura ed enologia che gli permetterà di accedere ai sussidi statali per giovani viticoltori.

Nel frattempo inizia a lavorare con Bruno Ciofi a Domaine de la Pinte. Nel 2010 acquistano casa e i primi 3ha di vigneto situati proprio di fronte alla costruzione. Da subito convertono la superficie per una viticoltura in biologico, iniziano a lavorare il suolo e a trattare solo con rame e zolfo e alcuni preparati biodinamici. E’ il 2011 ed imbottigliano le prime 8'000 bottiglie di vino emozionati, piangono dalla felicità, era l’inizio dell’avventura.

Alexis continua a lavorare part-time presso Domaine de la Pinte fino al 2016, dove conosce il nuovo gerente, Samuel Berger. Nel frattempo anche Emilie inizia la sua formazione in viticoltura ed enologia per affiancare il compagno.

Oggi possiedono 4,7ha di vigneto sono al 100% in azienda finalmente, anche se non aiutati dalle recenti difficili annate cercano con tutta la loro forza di resistere. Forse il motivo di tutto questo è il fatto che amano i loro vini, completamente naturali, senza solfiti, a volte con azzardi di macerazioni carboniche di 6 o 7 mesi.

Si dice che tra i 2016 il Ploussard di Alexis è quello che più ha impressionato tutti i produttori! La produzione “annate permettendo” intende attestarsi intorno alle 18-20mila bottiglie.

DOMAINE DE LA PINTE

Arbois – Arbois Pupillin – Jura

La storia di Domaine de la Pinte inizia nel 1953 quando Roger Martin, impresario nelle costruzioni autostradali, decide di investire nella sua terra natale per creare la più grande azienda vocata alla produzione del tradizionale vin jaune.

Compra così 20 ha nella sottozona di Arbois denominata “La Pinte à La Capitaine” sulle marne blu di lias, dove pianta 12 ha di Savagnin e costruisce la cantina più grande per l’affinamento di vin jaune: tre arcate in mattoni che percorrono tutta la base della costruzione, una meravigliosa opera architettonica in pieno stile jurassien. La struttura garantiva ai grandi volumi di poter affinare per 6 anni “sous voile” prima di essere messi in commercio.

Negli anni la cantina è stata poi gestita dal figlio di Roger Martin, Monsieur Pierre Martin, ora ottantenne,  segue ancora con grande passione il lavoro dell’azienda. La lungimiranza della gestione Martin è stata sicuramente quella di dare il compito di gerente a persone che hanno sempre di più influenzato positivamente il lavoro di La Pinte, da Philippe Chatillon che ha portato la viticoltura biologica nel 1999 a Bruno Ciofi, ex chef de vigne di Pierre Frick, che nel 2009 portò l’azienda a certificarsi biodinamica.  Oggi il gerente si chiama Samuel Berger,  che ha come obbiettivo quello di portare avanti le sue idee poco interventiste pur mantenendo il carattere storico de La Pinte.

Domaine de la Pinte conta 34ha vitati, di cui 14 piantati a Savagnin. Ad oggi è l’azienda con più Savagnin piantato nella proprietà ed è la seconda cantina per dimensioni nella realtà dei viticoltori biologici di Jura. Domaine de la Pinte per il suo carattere istituzionale e aperto è stata da sempre teatro di scambio tra i piccoli vignerons bio di Jura. La Pinte ha iniziato ad ospitare e tutt’ora ospita l’evento Le Nez dans le Vert”, oramai divenuto di respiro internazionale.

L’affermazione di Winch Lorch,: “ Che possa questo continuare! Perché lo Jura ha bisogno di aziende di questa dimensione che lavorano con una tale coscienza”, ben rappresenta ciò che è ed stata Domaine de La Pinte per lo Jura.

DOMAINE LABET

Rotalier – Cotes du Jura - Jura

Nata nel 1974 per volontà di Josie e Alain Labet, oggi l’azienda è un officina di creatività e tradizione per i tre figli Julien, Romain e Charline.

Tutti i vigneti, situati su terreni dai caratteristici strati di marne rosse, bianche, blu e gialle, sono stati lentamente convertiti in biologico permettendo alla nuova generazione di gestire in maniera naturale vigne ultra settantenni, per la maggior parte in selezione massale.

I vitigni utilizzati sono principalmente lo Chardonnay ed il Savagnin, che riescono ad esprimere le tipicità uniche delle colline jurassiane, vitigni tanto amati dalla famiglia Labet che per anni hanno vinificato pezzetto per pezzetto per capire cosa il terroir raccontasse.

Il lavoro in cantina segue due approcci:

Il primo è quello più tradizionale della zona ovvero la produzione di vini ossidativi detti “vin de voile”.

Del secondo approccio invece fu proprio Alain Labet ad esserne pioniere, ovvero la vinificazione classica alla borgognona, denominato anche come “vin ouille”, stile grazie al quale oggi si parla di terroir in Jura.  

Il secondo metodo pur essendo meno tradizionale ha fatto si che lo Jura potesse esprimere fuori dai propri confini regionali e nazionali il potenziale intrinseco della zona.

Oggi questa azienda di amanti della vita, sensibili ed allegri, sempre disposti ad aprire qualche bottiglia da assaggiare, è sempre più un punto di riferimento per gli appassionati dell’enomondo.

DOMAINE DE LA RENARDIERE

Pupillin – Arbois Pupillin - Jura

“Make music from the mosaic of soils below our feet”.

Questo è quello che significa per Jean Michel Petit  produrre vino.

Personaggio fuori dal comune, pieno di energia ed al disopra degli schemi negli anni è diventato un punto di riferimento per la viticoltura sostenibile in Jura.

Jean Michel dopo la scuola passa un paio di anni negli stati uniti per lavorare nelle aziende di California ma nel 1990 torna nella sua amata Pupillin. Fonda così Domaine del la Renardière insieme alla futura moglie Laurence riprendendo parte delle vigne di famiglia ed acquisendo nuovi terreni fino agli attuali 7,5ha. Jean-Michel è prima di tutto un conoscitore attento dei suoli e della storia del suo territorio, potrebbe stare ore a raccontare della formazione delle colline jurassiane, ovviamente di fronte ad un’ottima fondue comtoise, puro stile conviviale.

I vini di Jean-Mi sono autentici vini territoriali, freschi, minerali e soprattutto di grande bevibilità. Al loro interno si esprime tutto il territorio dello Jura e la magnifica personalità di questo produttore, amante della natura tout-court. A nostro modo di vedere è una delle aziende che rappresenta maggiormente la vera realtà regionale. Alé Jean Mi, sort du Ploussard!

DOMAINE DE LA TOURNELLE

Arbois – Arbois - Jura

E’ un giro dell’oca per chi arriva in macchina, si entra in Arbois fino al cuore del paese, qualche curva nelle stradine più interne e ci si ritrova in una piccola piazzetta allungata. Su di un muro di pietra color ocra si legge su di una targa in ferro: Bistrot de la Tournelle.

Evelyne e Pascal Clairet sono una coppia del vino naturale consolidata, hanno aperto l’azienda agricola nel lontano 1991, avevano un progetto, un sogno, fare vini che raccontassero lo Jura. Arrivano oggi ad avere 7 ha su Arbois di cui parte su il cru spettacolare di Couron ed il lieu dit “Les Corvées” nello stesso blocco di Couron.

Tutti i reimpianti sono di piedi innestati con materiali provenienti dalla continua selezione massale di Pascal. Tutti igli anni si zappa a mano il sottofila. Da sempre hanno  voluto lavorare con sempre meno intervento di prodotti chimici, in vigna (cert. Bio e Biodinamica nel 2010), ed in cantina dove non usano neppure la solforosa.

Ogni vino esce almeno 24 mesi dopo la vendemmia, tempo fondamentale per permerrere al vino di stabilizzarsi ed affinarsi.
Producono anche un vin Jaune eccezionale che esce qualche anno dopo la media generale, la voile più fine di tutto lo Jura oserei dire!

Il loro Trousseau è un nettare di piacere nella giovinezza ed un emozione borgognona con qualche anno sulle spalle…
Oggi domaine de la Tournelle è considerata tra le più grandi, emozionanti e fini espressioni dello Jura.  

LOIRA

DOMAINE DE LA PEPIERE

Maisdon sur Sevre – Muscadet – Loira

Marc Olivier, Rémi Branger e Gwenaelle Croix sono Domaine de la Pépière un vero e proprio “inno alla gioia” del Muscadet.

Situata nella migliore sottozona, denominata Sevre et Maine, La Pépière, nasce nel 1984 partendo dai vigneti della famiglia di Marc Olivier il quale ha avuto per molti anni come obiettivo quello di ampliare la propria superficie vitata con vigne vecchie di Melon de Bourgogne, presente in zona fin dal XVII secolo.

Suoli di roccia granitica, vigne vecchie e vicinanza all’oceano sono le note, agricoltura biologica e biodinamica la composizione, il lavoro in cantina rispettoso della materia prima e senza manipolazioni l’esecuzione della sinfonia.

Possiedono 45 ha e producono circa 200'000 bottiglie, una vera sfida dunque lavorare tutti questi hl in cemento, con fermentazione spontaee e nessuna chiarifica… solo oceano!

La grande fortuna di Domaine de la Pepiere è stato di investire per così tanti anni in vigne vecchie ed agricoltura in biologico, infatti assaggiando un Clisson, un Gorges, un Chateau Thebaud o un Monières Saint Fiacre con almeno un paio d’anni di elevage in cemento, ci si rende davvero conto della profondità che può avere un muscadet.

I vini della Pepi sono Muscadet davvero rari, vini atlantici autentici!

FRANÇOIS PINON

Vernou sur Brenne – Vouvray – Loire

François Pinon è un vigneron de la Vallée de la Cousse, la valle più antica della Denominazione di Vouvray . Plasmata dal corso del fiume Brenne, è considerata come la zona più interessante per l’equilibrio dei suoli argillosi e ricchi di rocce di silice, minerale che caratterizza così radicalmente i vini della zona.

François è un uomo di lunga esperienza, dopo quasi quarant’anni di vendemmie personali ed una vita in vigna, si dimostra un’enciclopedia storica della zona di Vouvray.

La grande ricchezza della Domaine è stata quella di mantenere vigneti vecchi e cercarne in zone veramente di pregio. I suoli si distinguono per presenza di argilla o di silice, più una componente prevale maggiore sarà la caratterizzazione nel vino. François però ha un debole per i vigneti piantati su suoli dove i due elementi di bilanciano. François da sempre ha cercato di mantenere gli stili classici di Vouvray con i Demi-sec, i Moelleux, nonostante il mercato ne richiedesse sempre meno. Recentemente con l’ingresso del figlio Julien stanno dando alla luce le prime interpretazioni di vini secchi “parcellari” della Domaine, vini magistrali di carattere e profondità.

Oggi lavorano in bio 14 ha di vigneto ed arrivano a produrre circa 80'000 bottiglie, se solo ci fossero delle buone annate. Ultimamente la Loira ha sofferto parecchie sfortune, tra grandine e gelate negli ultimi 6 anni hanno raccolto come fossero 3 annate.
Ma fa parte del gioco, infatti come buona abitudine di ogni cantina della Loira, nelle annate magre si fanno uscire i vini del passato…delizie degli anni 80 e 90... cose da non perdere... lo chenin blanc è immortale!

RODANO

ERIC TEXIER

Brézème – Cotes du Rhone – Rhone Nord

Eric nasce nel sud-ovest della Francia e trascorre i primi anni di vita tra anatre, sidro, vino e formaggi. Eric, gastronomo di natura, dopo aver lavorato per qualche anno come ingegnere nucleare, si è votato alla vita da produttore di vino naturale nella Cotes du Rhone Nord oramai da 20 anni.

Produce i propri vini nella zona di confine meridionale della Cotes du Rhone Nord, risalendo il fiume, tra Montelimar e Valence, sulla riva destra nella Drome con i vigneti di  Brézème; sulla riva sinistra in Ardeche con i vigneti di Saint Julien en Saint Alban. Non a caso decide di fondare la propria azienda in questa zona, ma è a seguito di profonde ricerche storiche a cui è avvezzo, trovò che in quella zona la viticoltura prima dell’avvento della fillossera produceva vini di pregio.

E’ così che iniziò, amante delle sfide, a reinterpretare la vera Syrah e la Serine (antica varietà di Syrah di cui possiede due vigne vecchissime di 90 anni) producendo quelli che oggi sono tra le più sentite e territoriali espressioni di questo vitigno in epoca moderna.  Non a caso si ispira ancora oggi aprendo le poche ed ultime bottiglie che comprò in passato da Marcel Juge e Noel Verset.

Oltre alla Syrah ad Eric è cara la Roussanne che reinterpreta eccezionalmente in purezza, proveniente da suoli particolarmente calcarei ne risulta un bianco di grande complessità, nella semplicità.

Oggi Eric possiede in totale circa 12 ha di vigneto per una produzione che si aggira attorno alle 80'000 bottiglie.

L’idea di Eric è quella di produrre vini classici della Valle del Rodano Nord: vini fini eleganti, freschi, dalle gradazioni alcoliche moderate con la peculiare capacità di invecchiamento.

Ed è così che Eric si rende testimone del passato. In vigna lavora in biologico apportando alcuni principi di permacoltura. In cantina riprende la tradizione locale: vinificazioni a grappolo intero in cemento ed affinamenti in tonneau e botte grande.
Al progetto di Eric oggi si unisce il figlio Martin con la sua energia ed il suo estro.
Bere i vini di Eric è un po’ come viaggiare nel tempo, come assaporare una tradizione oramai tanto rara da definirsi scomparsa.

Ma non è finita qui, Eric per studio continua a produrre poche e confidenziali bottiglie da vigneti vecchi a Chateauneuf du Pape e sulla Cote Rotie, lo fa per piacere ed un po’ per studio, però a noi sembrano magistrali interpretazioni.

DOMAINE DE L’AMANDIER

Saint Julien en Saint Alban – Cotes du Rhone – Rhone Nord

Correva l’anno 2017. Se si potesse parlare dell’anno “0” di un’azienda sarebbe proprio quello di cui vi stiamo per scrivere.

Martin Texier, figlio di Eric Texier, referenza mondiale dei vini naturali, persona tra le più sensibili ed intelligenti che conosciamo nel mondo del vino, dopo una laurea in Finanza, dopo aver lavorato a Bruxelles, girato l’Argentina, lavorato presso il grande importatore di vini naturali  David Bowler a New York, dopo aver fatto un anno a Beaune per un master in viticoltura ed enologia, dopo tutto questo torna a casa per iniziare il proprio progetto tra le colline di Brézème e la Valle de l’Ouvèze nel Rodano Nord.

Le sue idee sono chiare già in principio, viticoltura biologica e vinificazioni senza additivi, bassissime dosi di solforosa in imbottigliamento, l’inizio di una storia che siamo sicuri sarà tra le più affascinanti mai viste!

Quest’anno oltre all’apprezzato Petite Nature vi proponiamo anche i suoi primi rossi da uve Cinsaul, Syrah di Saint Julien e Syrah di Brezeme. Ci piacciono molto le sensazione della materia del vino mentre lo beviamo ed allo stesso tempo la freschezza e la sugosità dell’uva che riesce a mantenere… soif soif soif…

DOMAINE DU TRAPADIS

Rasteau – Rasteau – Cotes du Rhone

Ci troviamo a pochi chilometri a Nord Est di Chateauneuf du Pape nel paese di Rasteau, da cui anche la rinomata Denominazione, si trova al confine con le denominazioni di Gigondas e Vacqueyras, la pura Cote du Rhone Sud.

L’azienda è famigliare ed attualmente alla terza generazione. Hélen, che rappresenta l’ultima generazione, fu il primo ad iniziare ad imbottigliare propri vini perché oltre a quello che vedeva come un tradizionale vino sentiva che ci fosse qualcosa di più da raccontare. L’azienda possiede 23 ha di vigneti gestiti in biologico, e il minimo comune denominatore è quello  di preservare al meglio l’equilibrio tra piante spontanee, viti e microfauna. La siccità è uno dei problemi principali nel Rodano sud, mantenere materia organica in vigneto che funge anche da pacciamatura è fondamentale.

I vitigni presenti in vigna sono svariati: Grenache rouge, Mourvedre, Carignan, Syrah, Grenache blanc e Clairette, in classico stile del sud del Rodano, le piante sono in gran parte coltivate in alberello.

La cantina è stata rinnovata nel 2017 ed Helen si trova oggi con il materiale tradizionale del Rodano, il cemento. In cantina il lavoro rimane invariato, tutto diraspato, fermentazioni spontanee, nessuna filtratura, solo riposo in cemento e non troppi travasi, poca solforosa totale. Helen da sempre vinifica separatamente ciascun vitigno nelle migliori parcelle. I vini di Helen vi stupiranno con il loro sapore mediterraneo e balsamico, ma scordatevi le marmellate qui c’è freschezza e vivacità, un rodano sud così lo avevamo quasi dimenticato.

SPAGNA

ALICANTE

RAFA BERNABE

Villena – Alicante – Spagna

Surf ‘n Turf! La zona vitivinicola di Alicante si sviluppa principalmente negli altipiani a 700 metri d’altitudine, circa 50-100 km dalla costa, dove da re la fa  l’uva Monastrell, ma qualcuno anche nella costa ha trovato qualcosa di interessate da coltivare.

Rafa Bernabe pero è un produttore singolare che ha voluto donare una nuova interpretazione alla sua zona, in maniera molto personale. Partiamo intanto dal fatto che le sue vigne si distinguono tra quelle del parco naturale de La Mata, che rimane sul mare, vigneti ad alberello in spiagge mediterranee, dove produce i suoi bianchi a partire dal Muscat de Alexandria e la Merseguera, ed i vigneti di Villena sugli altipiani a 700m di altitudine dove produce tutti i rossi dalle varietà princiapalmente Monastrell (mourvedre), Alicante (grenache) e tra tante il Ramblis.

Gestisce tutti i propri vigneti in biologico.

Rafa oltre a questo è stato anche tra i primi in spagna ad utilizzare le famose anfore di Villarobledo dell’artigiano Padilla, oramai famoso in tutto il mondo per le sue anfore da vinificazione.
Rafa produce vini di bella beva e golosi, totalmente naturali, non utilizza prodotti chimici in vigneto ed in cantina non utilizza altro che l’uva che arriva.

Stupisce la freschezza che hanno i vini considerando che vengono prodotti in una delle zone più calde di tutta la Spagna. Quello che ci ha positivamente scioccato però è che nello stile naturale riesce ad essere molto preciso giocando sul filo del rasoio da vero maestro.

ASTURIAS

DOMINIO DEL UROGALLO

Cangas del Narcea – Cangas – Asturias

Dominio del Urogallo è una piccola azienda che si trova nella denominazione di Cangas del Narcea, nella regione Asturias a nord della Spagna.

Situata nel paese di Cangas, è incuneata nella splendida valle ai piedi delle montagne asturiane.

I soci, Nicolas Marcos e Francisco Asencio, sono produttori dal 2009; il primo è originario della regione di Toro e figlio di viticoltori con importanti esperienze nel vino in Francia e Stati Uniti, il secondo ha deciso di dedicarsi al vino dopo aver lavorato nel campo delle energie rinnovabili in Andalusia ed attualmente impegnato nel recupero di una vecchia azienda a Sanlucar de Barrameda, la Bodega Alonso.

L’azienda ha avuto subito come obiettivo quello di produrre vini dal grande impatto territoriale cercando dunque di valorizzare i ripidi e scoscesi pendii di scisto, antracite e silice grazie ai 4 vitigni autoctoni;  Albarin blanco, Verdejo negro, Carrasquin, Albarin tinto.

Non è stato semplice per Nicolas capire il territorio e riuscire a mettere assieme con senso le varie parcelle sperdute nella valle, ma oggi pensa che finalmente dopo quasi dieci anni di lavoro, qualcosa sta intuendo. Oggi Dominio del Urogallo gestisce 16 ha sui 100ha totali vitati a Cangas, producendo nelle buone annate 60'000 bottiglie.

L’obiettivo di Nico era di produrre vini naturali senza alcun additivo ed è proprio in questa zona che trova le caratteristiche perfette per lui, soprattutto i ph molto bassi per la media. Gestisce i propri vigneti in biodinamica,  producendosi lui stesso i preparati.

I vini di Urogallo sono vini vibranti ed emozionali con delle interpretazioni sempre più vive!
Se dovessimo riassumere in una parola Dominio del Urogallo: LIMPIEZA!

“Limpieza” nel lavoro in vigna, nelle vinificazioni in cantina e nel bicchiere.

CANARIE

MATIAS I TORRES

Fuencaliente – La Palma – Canarias

Victoria Torres è una donna canaria, autentica, ti parla timidamente emozionata dei suoi vini, come un’artista se dovesse mostrare una sua tela.

E’ la quinta generazione di produttori, la sua famiglia ha iniziato nel 1885 a coltivare la vite. Dal 2010 gestisce la sua azienda insieme a Juan Matias.

La sua azienda si trova a La Palma, una piccola isola situata a nord ovest dell’arcipelago delle isole Canarie, ma casa del secondo vulcano più alto dell’arcipelago, il Roque de los Muchachos a 2426m slm.

Essendo su di un’isola vulcanica con suoli così recenti e contaminazioni esterne quasi nulle le vigne di Victoria sono tutte a pié franco… dai 70 ai 120 anni. Quando una pianta muore fa un buco, pianta un tralcio e dalla talea parte una nuova pianta. L’autentica viticoltura dimenticata.

Gestisce 7 ettari di vigneto in biologico non certificato e produce 15'000 bottiglie.

I vigneti sono posizionati sul versante nord dell’isola e di conseguenza la sua produzione è spinta prevalentemente sui vini bianchi, da uve: Albillo Criollo, Listan Blanco, Diego Blanco, Malvasia e per i rossi: Negramoll e Listan Tinto.

La cantina è rudimentale, non si diraspa quasi nulla, i bianchi una volta pressati vanno in botti da 400 fino a 600 l di rovere americano, francese o di castagno. Per i rossi pigiati a piedi, fermentati in acciaio o tine ed affinamento in botte.

Sono vini immensi ed emozionali, come l’Oceano.

CATALUNIA

CLOS LENTISCUS

Sant Pere de Ribes – Penedes – Catalunya 

Azienda di Famiglia da 500 anni, i Fratelli Aviño recuperano la cascina con i terreni nel 2001. Impostano il proprio progetto sull’espressione massima della naturalità nel Penedès. Puntano a conservare alcuni vitigni pressoché scomparsi: la Malvasia di Sitges (presidio Slow Food) ed il Sumoll, riuscendo a far rientrare anche questi due vitigni dimenticati all’interno della Denominazione Penedès (spumante).

Adiacenti al Parco naturale del Garraf riescono a portare avanti un’idea di viticoltura biodinamica, auto-producendosi i preparati e senza l’influenza di vicini convenzionali. In cantina Manel segue le vinificazioni, nessun prodotto additivo, zero solforosa .

Clos Lentiscus è presente con i suoi vini nei migliori ristoranti stellati di Spagna, a partire dal Cellar de Can Roca, i quali furono proprio i promotori di Clos Lentiscus.

Successivamente è diventato referenza anche per i bar à vin e bistrot di vini naturali, a Partire dal Bar Brutal di Barcellona.

Avere di fronte il Mediterraneo, suoli calcarei con presenza di fossili, viticoltura biodinamica, vitigni autoctoni quasi scomparsi, ci rendiamo subito conto del potenziale e della varietà degli elementi che Manel si trova a gestire… non ve ne pentirete!

ORIOL ARTIGAS

Se pensiamo oggi alla Catalunia la immaginiamo come una delle regioni più attive a livello di produzione di vini naturali in Spagna, sarà anche un modo per urlare ad alta voce ciò che è veramente naturale per non essere confusi.

Oriol Artigas è un ragazzo che lavora su 7,5ha vitati sull’antichissima zona di Alella, 15 km a nord di Barcellona, è una zona che oggi conta in totale 220ha e forse è una delle più piccole di tutta Spagna. Oriol spiega di come la sua zona sia divisa da una cordigliera montagnosa parallela alla costa che divide i vigneti più esposti al mediterraneo, con maturità più precoci e la zona interna a pochi km dove ritarda la vendemmia fino a due settimane. Le parcelle su cui lavora Oriol contengono talvolta una varietà enorme di vitigni, fino a 50.

Oriol lavora i propri ettari in biologico, seguendo il calendario lunare biodinamico. In cantina è un purista della naturalità, per alcuni vini aggiunge un pelo di solfiti in imbottigliamento se serve.

Oriol in effetti è chimico di primaria formazione ed enologo come seconda, dunque pienamente consapevole di ogni situazione alla quale sta andando in contro. L’azienda, nata nel 2011, oggi produce circa 25'000 bottiglie che finiscono solitamente molto in fretta a causa dell’inarrestabile sete.

Oriol produce vini proprio come piace berli a lui, cerca che l’uva ottenga tutto il possibile dal suo territorio e poi la trasforma in maniera naturale per ottenere un vero e proprio succo che sa di mare e macchia mediterranea.

GALIZIA

BODEGAS ALBAMAR

Cambados – Rias Baixas – Galicia

Prima del 1492 la Galizia era il confine ovest del mondo esplorato, una regione affascinante di fronte all’Oceano Atlantico, immaginatevi tanti piccoli fiordi sulla costa oceanica dove l’acqua dolce si mescola all’acqua salata con l’alternarsi delle maree, queste sono “las rias”, da cui Rias Baixas.

Principalmente un vitigno bianco l’albariño, ma anche rossi come: caiño, espadeiro, loureiro e mencia. Suoli di sabbia granitica di fronte al mare. Vigneti centenari a piè franco. Xurxo Alba Padin ha voluto che la sua vita fosse l’insieme di tutto ciò e dal 2005 gestisce la propria azienda vitivinicola a Cambados, Bodegas Albamar.

Lavora su micro-parcelle di vigne vecchie, talvolta a piè franco, sparse per tutta la sottozona di O Salnes. E’ una persona che esplode di vitalità e sta rappresentando la gioventù emergente della Rias Baixas. L’approccio di Xurxo si sta trasformando negli anni a sempre un minore interventismo. Produce vini di carattere tesi, freschi, balsamici, salati… vinos atlanticos!

MADRID

BODEGAS BERNABELEVA

San Martin de Valdeiglesias – Gredos – Madrid

Il paese di San Martin de Valdeiglesias, nasce nel XII secolo grazie alla fondazione del Monastero cistercense di Santa Maria de Valdeiglesias. Come in molte zone europee e spagnole furono proprio i monaci cistercensi a portare la viticoltura in zone isolate in montagna come a San Martin de Valdeiglesias.

Ci troviamo all’inizio della Sierra di Gredos, a sud ovest rispetto alla capitale spagnola, una delle catene montuose principali di tutta la Spagna.

Bernabeleva significa “la strada dell’orso” ed è proprio nei boschi della zona che ritroviamo ancora delle vecchissime sculture di granito che raffigurano gli orsi.

Bernabeleva nasce nel 1928, da un vivaista che coltivava principalmente la Garnacha innestato su piede americano. All’epoca vennero piantati circa 35 ha vitati tra cui anche varietà bianche come l’Albillo e Moscatel.

Per circa due generazioni l’azienda fu abbandonata.

Nel 2006 i pronipoti del vecchio proprietario decisero di far rivivere l’azienda partendo proprio da quei 35ha di vecchie vigne di 80 anni situati tra i 400 e i 700 metri di altitudine su suoli sabbiosi di origine granitica.

La lungimiranza degli attuali proprietari li porta a chiamare figure Raul Perez, uno dei più grandi enologi spagnoli attivo nel vicino Bierzo, e successivamente Marc Isart, l’attuale gerente della cantina che interpreta le garnacha di zona con una finezza davvero strabiliante.

Viticoltura biologica e minimo intervento in cantina, dove le vinificazioni si svolgono in tini troncoconici con lunghe macerazioni a cappello sommerso, fino a 3 mesi di macerazione sulle bucce. Nelle Buone annate l’azienda produce intorno alle 60'000 bottiglie.

LA MALDICION

Valdilecha – Vinos de Madrid - Madrid

Marc è un catalano di origine, da sempre nel mondo del vino… potremmo dire sia in qualche modo un figlio d’arte di Raul Perez, uno dei più grandi enologi spagnoli degli ultimi anni, un uomo che ha saputo tirar fuori da alcune zone , espressioni di pura finezza di terroir.

Marc lavora inizialmente con lui presso la Bodega Bernabeleva, nella Sierra de Gredos a nord di Madrid. E’ solo pochi anni fa che oltre al suo lavoro autonomo da enologo, presso Bernabeleva, decide di iniziare un proprio progetto per riavvicinarsi alla terra e al vino.

Cerca così una zona poco conosciuta per iniziare il suo progetto, Valdilecha a sud di Madrid nella sierra, tra i 700 e gli 800 metri. Inizia così “La Maldicion”, era così che i contadini erano convinti fosse quel posto in cui solo con tanto lavoro e fatica si riusciva ad ottenere della buona uva.

La sua idea era di incapsulare la tradizione di Valdilecha e produrre dei vini che fossero di bella beva - “tintos para beber” - “vinos de trago” – ama chiamarli Marc – vini da godere in compagnia. La produzione è di circa 35'000 bottiglie, la cosa che stupisce del progetto di Marc è che in una zona tradizionalmente molto calda riesce a dare delle fresche interpretazioni di vitigni austeri e spesso “cotti” come il Tempranillo, nel Gleba di arcilla di Marc invece, troverete l’anima del tempranillo a nudo.

PORTOGALLO

BAIRRADA

FILIPA PATO

Ois do Bairro – Bairrada - Coimbra

Il Bairrada è una regione vitivinicola che si trova a pochi km dall’oceano atlantico, vicino alla famosa città universitaria di Coimbra.

Filipa Pato è nata e cresciuta in Bairrada, infatti è figlia di una delle figure chiave della viticoltura portoghese, Luis Pato il quale per primo fu davvero in grado di comunicare in tutto il mondo l’eccellenza delle produzioni della zona investendo tutto sulla qualità.

Filipa ha aperto la propria azienda nel 2001 e dall’epoca ha cercato sempre di più di acquisire vigneti in zone vocate sia per il bianco (Bical ed il Maria Gomes) ma soprattutto per il rosso autoctono: la varietà Baga. Nel 2010 il marito di Filipa, William, noto sommelier fiammingo, si unisce al progetto. Per primi hanno portato la viticoltura biodinamica nella zona ed allo stesso tempo stanno sperimentando molto dal punto di vista delle vinificazioni, soprattutto con un bianco ed un rosso vinificati in anfore di terracotta, allo stesso tempo sulle parcelle più vocate stanno producendo il loro vino territoriale. Un’insieme di tradizione ed innovazione. I vini di Filipa hanno una finezza atlantica rara da riscontrare nella zona.

DOURO

CONCEITO

Vila Nova de Foz Coa – Douro Superior – Douro

Rita Marques è una giovane viticoltrice portoghese di classe 1980. A soli 25 anni decide, dopo aver studiato enologia a Bordeaux e viaggiato nel mondo per fare esperienze, di recuperare i vigneti di famiglia.

Spirito imprenditoriale, pensiero fuori dagli schemi regionali, viticoltura sostenibile e vinificazioni per raccontare il terroir in modo puro.

Tutto ciò fa di Rita una delle promesse della viticoltura dourense.

L’azienda conta circa 80 ha vitati e la produzione si aggira intorno alle 180'000 bottiglie tra cui la maggior parte di vini secchi e circa 20'000 di fortificati.

Noi con Rita vogliamo raccontare il nuovo Douro dei vini fortificati, lo chiamiamo nuovo perché grazie al suo approccio alla viticoltura ed all’interpretazione fresca dei fortificati quelli che ricordiamo come vini impostati dalla vecchia tradizione locale li ritroviamo sulle tavole per dare gioia ai nostri palati e a sfidare abbinamenti mai provati prima con vini di questa tipologia.

Ma come è stata la sua lettura? La fortuna sicuramente è quella di avere i propri vigneti nel Douro Superiore, tra i 450 e i 600m di altitudine su suoli di scisto e granito ed una varietà incedibile di vitigni tra cui il Bastardo, un parente del Trousseau jurassiano. Sbalzi termici importanti tra notte e giorno e un’agricoltura biologica  aiutano a mantenere la freschezza nonostante il raggiungimento di gradazioni alcoliche tipiche da Douro.

In cantina le vinificazioni si svolgono spontaneamente in grandi lagares, vasche tradizionali in granito. Durante la fermentazione viene aggiunto un’acquavite di qualità per interrompere la fermentazione al grado zuccherino voluto, generalmente meno dolci della media della valle.

E’ grazie alla sua interpretazione della valle dourense che nasce negli ultimi anni una collaborazione con Ricardo Freitas, il celebre cantiniere della mitica azienda Barbeito di Madeira, interprete moderno di una tradizione senza tempo. Con lui produce un Porto Ruby ed un Bianco, declassando allo stadio base quelli che invece sono i primi porto vintage di questa categoria mai esistiti (l’annata è nascosta tra le righe in retro-etichetta), vini di terroir che bypassano i ristrettivi ed obsoleti dettami del disciplinare classico. In poche parole i Porto di Rita sono un vero rock ‘n roll!

LISBONA

VALE DA CAPUCHA

Carvalhal – Lisboa – Lisboa

Viaggiando dalla città di Lisbona a nord ovest in direzione Oceano, ci si ritrova nella DOC Lisboa, un’estesa denominazione vitivinicola delineata da una parte dalle colline montagnose dell’Estremadura dall’altra dal’Oceano Atlantico, fino a giungere nei pressi della città di Leiria.

Vale da Capucha si trova nella parte più a sud della denominazione nei pressi di Turcifal a 8 km dalla costa. Pedro Marques ha fondato Val da Capucha nel 2009, trasformando la sua passione in un progetto di vita. Ha ripiantato, nei primi anni 2000, 13 ha dei vigneti di famiglia, dediti alla produzione quantitativa di uva, per sostituirli con varietà qualitative principalmente bianche come Arinto, Gouveio, Fernao Pirez, Alvarinho.

Agricoltura biodinamica, fermentazioni in acciaio, cemento e botti senza additivi, almeno 18 mesi di affinamento, sono alcuni elementi del lavoro di Pedro.

A caratterizzare i suoi vini sicuramente giocano un ruolo fondamentale i suoli argillo calcarei ma con un substrato ricco di fossili marini, questo unito alla vicinanza con l’Oceano regala vini salati da amanti dei frutti di mare!

MADEIRA

BARBEITO

Camara de Lobos – Madeira

Erano gli anni delle esplorazioni, dei primi viaggi oltre le colonne d’ercole, uomini impavidi e coraggiosi che sfidavano le leggi della terra piatta, la paura di cosa ci potesse essere dopo l’orizzonte. Ebbene in quegli anni approdarono per la prima volta su di un’isola coperta da una foresta, la chiamarono: Madeira.

Presto divenuto approdo per i viaggi oltreoceano, iniziarono a produrre vino sull’isola per farlo viaggiare sulle navi come derrata alimentare e come merce. Si resero conto nel tempo che quelle botti che ritornavano a Madeira contenevano un vino molto diverso, quasi migliore. E’ così che nacquero questi vini senza tempo.

Barbeito nasce nel 1946, fondata da Mario Barbeito de Vasconcelos. Era un periodo di grande commercio e c’erano più di 30 aziende che commerciavano i vini di Madeira nel mondo. A Barbeito si voleva produrre dei vini di grande qualità ma il mercato crescente richiedeva piuttosto vini sfusi da imbottigliare. Il Sig. Barbeito muore nell’85. In azienda subentra al comando la figlia Daniela.

Ma la vera svolta arriva nel 1991.
Viene introdotto nipote del defunto Sig. Mario Barbeito, Ricardo Vasconcelos Freitas, che da quel momento dirige la cantina. Era la prima volta che una persona della famiglia diventava responsabile della produzione. E’ stato Ricardo a decidere finalmente di dedicarsi ai vini di maggior pregio dell’azienda di famiglia, decretando la fine dello sfuso e dando seguito alla produzione di grandi selezioni di bottiglie di Madeira. La visione di Ricardo era semplice: “Produrre grandi vini dallo stile inconfondibile”.

Barbeito ancora oggi lavora a stretto contatto con i propri fornitori per accedere ad una qualità di uva ben oltre la media locale, in cantina il tempo è il segreto.

Siamo molto contenti di potervi proporre una qualità così alta in merito ai Madeira, quelli di Barbeito sono tra i più ricercati nel mondo.