RENE BOUVIER

RENÉ BOUVIER

René Bouvier

Gevrey, Chambertin, Côte de Nuits - Borgogna

 

Correya l'anno 1998, Bernard aveva 31 anni e si era comprato Le Clos, l'unico Monopolio tra i lieux dits dell'AOC Marsannay che a breve potrebbe diventare 1er cru. Azzardare.

Dal 1992 Bernard, il figlio di Rene, entra in azienda con l'obiettivo di alzare il livello della produzione familiare: concentrandosi sui diversi terroir di Marsannay, acquistando parcelle eccellenti tra Marsannay e Gevrey Chambertin e iniziando a collaborare con viticoltori de la Côte de Nuits su alcuni lieux dits spettacolari.

Bernard inizialmente decide di dedicarsi a migliorare la viticoltura e in seguito sceglie di gestire le vinificazioni in maniera nuova, ovvero per gravità, in cui i rossi avevano sempre almeno un 50% di grappolo intero ed una macerazione ad infusione per due o tre settimane.

Gli affinamenti in barrique e, di recente, sempre più tonneaux da 500 e 600 litri. Bernard non si è mai voluto legare ad un fornitore di barrique, bensì lavora con svariati tonnelier, perché ottenere complessità anche negli affinamenti, prediligendo ovviamente le botti da cui assicurarsi uno stile a lui più affine.

Aveva sempre avuto chiara una cosa: per rendere grande Marsannay avrebbe dovuto raccontare l'AOC. E così è stato: dal 2004 diventa presidente della AOC di Marsannay, mantenendo ancora oggi la carica, diventando tra i promotori della presentazione della lista dei 14 premier cru di Marsannay.

La filosofia di Bernard è semplice: l'uva deve essere matura, mantenendo però la fragranza della frutta fresca. Questa è l'uva che Bernard vuole che arrivi in cantina. Questo si tramuta in vini che si portano con sé un corredo aromatico e di una sfaccettatura tra frutta, fiori e spezie che solamente al Mercato delle Spezie di Istanbul si trovano.

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EMMANUEL GIBOULOT

EMMANUEL GIBOULOT

Emmanuel Giboulot

Beaune, Côte de Beaune - Borgogna

 

Adattarsi al cambiamento. Emmanuel Giboulot è una persona che cerca costantemente una forma di adattamento al cambiamento per ritrovare equilibrio. Nella sua idea di fare vino, fondamentale è l'interazione con il sistema agricolo: l'obiettivo è la ricerca di una coerenza tra le pratiche agricole e l'identità del luogo in cui si fa viticoltura.

Nel 1985 Emmanuel eredita l'azienda del padre, dove aveva lavorato con un sistema agricolo che definiamo biologico già a partire dagli anni 60; d'altronde ne arrivava da una famiglia di agricoltori che gestivano un'azienda policolturale dove il vigneto era parte di un sistema.

Emmanuel e Manu recuperarono quelli che erano i vigneti di famiglia in AOC Bourgogne prima e poi successivamente diventati IGP Sainte-Marie-La-Blanche, da cui nascono gli identitari Terres Bourgondes; acquisisce una parcella AOP Côte de Beaune "La Grande Chatelaine" diventata anch'essa origine delle espressioni identitarie di Emmanuel. Emmanuel negli anni ha acquisito altre parcelle da cui nascono altri vini.

Per lui ogni parcella di fatto è un vino, del quale vuole raccontare il carattere e scopre che nella viticoltura rispettosa e nella vinificazione naturale ci siano gli elementi per far emergere proprio il carattere del luogo piuttosto che quello della mano del cantiniere.

Egli afferma infatti: "Siamo in un ecosistema monovarietale, pertanto nella mia ricerca della diversità, voglio che ogni vigneto si esprima singolarmente". I vini di Emmanuel Giboulot si portano dietro una grande finezza ed eleganza, che appartengono anche a lui come uomo, ed una certa tonicità acido minerale, che sono l'anima della terra su cui crescono i vigneti.

Negli ultimi anni ci si sta rendendo conto che con il cambiamento climatico è sempre più complesso essere produttori di vino, dove non basta più accompagnare il vino naturalmente, ma è necessario sorvegliarlo sapientemente.

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CLOSERIE SAINT ROC

CLOSERIE SAINT ROC

Closerie Saint Roc

Puisseguin, Saint Emilion - Bordeaux

 

Come si misura l'operato di un'azienda di cui la famiglia è produttrice di vini da 15 generazioni? Correva l'anno 1610, la famiglia Amoreau inizia il proprio cammino a Puisseguin.

Viene chiamata la rive droite ovvero il versante a destra del fiume Dordogna che insieme alla Garonna creano l'estuario della Gironda. Siamo a Bordeaux. La rive droite è di fatto la zona del Libournais, dove troviamo i noti paesi come Fronsac, Pommerol e Saint Emilion. Satellite di quest'ultimo il paese di Puisseguin dove la famiglia Amoreau dirige le sue proprietà: Château le Puy e la neonata Closerie Saint Roc.

Ci troviamo su un altipiano di suoli argillosi e calcarei, dove il Merlot ne fa da padrone e dove negli ultimi anni di surriscaldamento climatico, anche il Cabernet Franc sta raggiungendo maturità interessanti.

Closerie Saint Roc è stata rilevata ufficialmente nel 2013 e dall'epoca è cominciato un lavoro di conversione al biologico e alla biodinamica. Su questa proprietà in modo particolare vengono fatte sperimentazioni di piantumanza di alberi all'interno dei vigneti, l'agroforestazione, che apportano biodiversità e stimolando quelle che sono le reti di micorrize che troviamo nei suoli.

Closerie Saint Roc è una proprietà di 17 ha vitati, da questi vengono prodotti al momento quattro vini, un domaine e tre parcelle: Les Noyers, Les Pins e Les Sureaux. Il progetto è particolarmente marcato dallo stile dell'ultima e promettente generazione, Adrian Amoreau, che nella Closerie Saint Roc sta lavorando nell'ottica di esprimere il proprio terroir in maniera vivida.

Tutti i vini di Closerie Saint Roc hanno una grande piacevolezza di sorso ed una vocazione all'accompagnamento con il cibo. Vini di Bordeaux freschi, con tannini setosi, al naso sempre espressivi ed aperti con una bocca golosa e fragrante. Potremmo dire dei Bordeaux che strizzano l'occhio alla Borgogna per alcuni versi.

Le vinificazioni vengono fatte con una macerazione per infusione delle uve, ed un affinamento in botte grande o barrique usate. Lo stile dell'azienda è lontano dalla classica espressione di Bordeaux.

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