QUINTA DO INFANTADO

Pinhão, Douro Centrale - Douro
Joao Roseira è una persona che trasmette un senso di libertà, di apertura con una visione personale e sensibile della natura. D'altronde serviva una persona con questo spirito per poter condurre e rendere grande questa Quinta, nel cuore pulsante del Douro Centrale, con 46 ha di proprietà solo in zone classificate "A".
Visitare il Douro ha qualcosa di magico, percorrere le anse del fiume e vedere tutti i vigneti terrazzati è un'emozione: su ogni terrazza, un filare e così via… lo scenario dei vigneti è meraviglioso sembra come se i versanti siano stati pettinati dal Creatore.
A livello di suoli la grande ricchezza del Douro è lo scisto, suoli caldi, drenanti, dove la vite soffre un po' e concentra i propri frutti. I vini tradizionali rossi del Douro sono sempre stati un'uvaggio, dove nella diversità si trovava un equilibrio tra maturità e freschezza.
Quinta do Infantado è stata fondata nel 1816 per l'Infantado ovvero per il principe e futuro Re Pietro I del Brasile che Imperò sul Brasile e regno sul Portogallo prima della sua prematura morte nel 1834. Sono sei le generazioni di Roseira che hanno lavorato per questa Quinta, prima come custodi dei vigneti e poi dal 1979 come proprietari.
Joao Roseira, come attuale responsabile di produzione, rappresenta la quinta generazione ed è anche colui che ha segnato la stilistica di Infantado che conosciamo oggi. In campo l'obiettivo è fare una viticoltura sostenibile su alcuni vigneti anche certificata bio, per portarsi a casa la migliore uva fenolicamente matura.
La vinificazione è tutta giocata con lieviti indigeni e bassa estrazione fino al punto di fortifica. I vini di Quinta do Infantado non sono mai troppo dolci, perché vengono vinificati con grado zuccherino meio-seco. Tutti i vini vengono affinati in botti vecchie dai 5 fino ai 60 hl. Oltre ai Porto, l'azienda produce alcuni vini secchi sia bianchi che rossi autentici testimoni del terroir in cui si trovano.
